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  Biografia

Paolo Montalbano nasce a Tripoli di Libia il 6 dicembre 1939. Dopo una prima formazione giovanile nella Scuola di arte orafa in Libia, intraprende gli studi a Catania nell’istituto d’arte, sezione scultura.
Negli anni 60 opera nel mondo artistico catanese, facendosi conoscere con i suoi robusti e prestigiosi sbalzi in rame, ispirati soprattutto a leggende e a riti arabi che egli interpreta fantasticamente con effetti plastici, astratti, ma la cui ideazione muove quasi sempre da spunti colti nella realtà.
In questi anni si sposa e nel 1970 nasce il figlio Marco.
Nei primi anni 70 la sua attività come scultore privilegia l'alluminio in superfici levigate. In questo periodo si colloca la «stele» (1974) dedicata alla causa palestinese, monumento allusivamente totemico.
Il trasferimento a Roma, in questi anni, coincide con il passaggio graduale alla dimensione pittorica, attraverso la composizione dei «libri d'arte» in cui l’artista trasmuta il suo senso della vita e dell'arcano naturale in «battute» di prezioso colore. Uno dei libri è dedicato al tema dell'isola, vista nei suoi elementi primordiali di terra e di acqua, come luogo di ricerca delle proprie radici e, insieme, di proiezione verso l'altro, di «massima apertura sull'esistente», come ha scritto di lui M. Venturoli.
Nelle sue opere pittoriche lo spessore denso e talora magmatico, ottenuto con olio, acrilico e collages, si svolge in toni monocromatici con squarci e bagliori inattesi per giungere ad uno sviluppo coloristico ricco e pregnante.
L’attività artistica subisce un battuta d’arresto. Agosto 1985 in un incidente stradale muore il figlio Marco a soli 15 anni.
Dal dramma personale e familiare, con grande ostinazione e generosità Paolo Montalbano riesce a creare e tenere attiva una Fondazione dedicata al figlio Marco, che dal nulla diventa un importante riferimento culturale per la Sicilia.
La Fondazione Marco Montalbano favorisce lo sviluppo e la conoscenza del fumetto, fondamentale campo espressivo della nostra contemporaneità nonchè linguaggio proprio del figlio Marco. Realizza una Biblioteca sul Fumetto a Viagrande (CT), organizza esposizioni di giovani disegnatori e mostre di fumettisti famosi in collaborazione con le maggiori case editrici.
La sua attività di artista continua intensamente tra Catania e Roma, con la partecipazione a diverse mostre personali e collettive.
Le ferite dell’uomo e le gravi condizioni di salute che culminano nel 1998 con un intervento al cuore, lo riportano sul versante dell’arte figurativa attraverso la riscoperta di immagini che affondano in un vissuto lontano, in frammenti dell’infanzia in Africa. Con un personalissimo lavoro sulla memoria fino al recupero di temi decorativi di chiara matrice araba, l’artista realizza nell’ultimo periodo una grande quantità di opere.
Un continuo impegno etico caratterizza l’attività dell’artista ed egli conduce un discorso serrato e rigorosissimo sulla pace in Palestina. Nel suo ultimo ciclo di opere, fonde le sue esperienze e realizza una sintesi che si trasforma in coscienza civile e in grido di denuncia.
L’impegno etico caratterizza anche l’attività della Fondazione con le mostre di fumetti su temi sociali: I diritti umani (1990), Cielo di piombo (1997), Grandi catene per piccoli schiavi (1999) Cantate uomini la vostra storia (2000), Talenti senza frontiere (2005).
Il 21 Marzo 2009 scompare dopo una breve malattia a Viagrande, un artista, un amico di molti e un uomo di pace.


Le sue opere figurano in collezioni pubbliche e private.
Ha esposto in mostre nazionali ed estere, in particolare a Roma, Catania, Verona, Venezia, Cagliari, Ancona, Lampedusa, Sofia (Bulgaria) Dusseldorf e New York.
Di lui hanno scritto: Caioli, E. Battarra, M. Bernardi, R. Campanella, G. Caponetto, D. Caruso, A. Corsaro, M. Donato, Dragone, E. Failla, F. Gallo, F. Grasso, M. Greco, V. Librando, Lo Monaco, L. Marziano, F. Menna, E. Mercuri, A. Bonito Oliva, F. Vincitorio, M. Venturoli, J. Benci, E. Lacava, Erselinda Pettiti, L. Canova